Come nasce il marchio dell’Ente ceramica vietrese

Marchio Ente ceramica vietrese

Nel febbraio del 2012 è nato il marchio Ente Ceramica Vietrese di cui si discuteva già dal 1990. Il marchio è nato per tutelare la ceramica artigianale e artistica. Le aree riconosciute, sull’intero territorio nazionale come di affermata tradizione ceramica sono in tutto 25 e sono dislocate in 27 comuni di Italia.

Cosa rappresenta il marchio per le piccole e medie imprese dell’artigianato? È uno strumento con cui viene riconosciuto il made in Vietri, la ceramica d’autore e che tutela gli artigiani mediante un marchio doc.

Il logo Made in Vietri

Il logo Made in Vietri è sistemato all’ingresso delle botteghe artigiane per certificare la loro appartenenza e autenticità e, nel contempo, tutelare il consumatore. Coloro che sono possessori del logo sono registrati in un apposito albo presso l’Ente Ceramica Vietrese che provvederà a verificare l’autenticità del manufatto. Quest’ultimo passaggio verrà fatto da un pool di esperti nominati dal Ministero, dal Comune, dal Comitato e dall’ECV. Inoltre, il nome dell’autore sarà marchiato e unito al logo Made in Vietri.

Ma facciamo un passo indietro e ricostruiamo la nascita della ceramica vietrese e dei suoi manufatti. Una fiorente attività risale al XVI secolo, molte le richieste di tegole, piastrelle. Tutto ciò veniva realizzato nel casale di Vietri sul Mare. Dal XVI secolo in poi cominciano con la produzione di manufatti per uso domestico quali piastrelle maiolicate con soggetti religiosi, pannelli ed edicole votive. La vera svolta si registrò con l’incremento dei legami commerciali sviluppati, uniti alle caratteristiche del territorio, e anche grazie all’arrivo sul territorio della Costa di artisti di fama mondiale come Irene Kowaliska, Riccardo Dolker, Giovannino Carrano. Questi autori resero l’artigianato in Vietri una delle “perle, ricchezze” riconosciute a livello Europeo.

Quali altre città posseggono il marchio per la ceramica?

L’elenco delle 27 città che sono state riconosciute “a vocazione ceramica” sono:

Albissola Superiore e Albissola Marina (Savona), Assemini (Cagliari), Bassano del Grappa (Vicenza), Caltagirone (Catania), Capodimonte (Napoli), Castellamonte (Torino), Castelli (Teramo), Cerreto, Sannita e San Lorenzello (Benevento), Civita Castellana (Viterbo), Deruta (Perugia), Faenza, (Ravenna), Grottaglie (Taranto), Gualdo Tadino e Gubbio (Perugia), Impruneta (Firenze), Lodi, Montelupo Fiorentino (Firenze), Nove (Vicenza), Orvieto (Terni), Santo Stefano di Camastra, (Messina), Sesto Fiorentino (Firenze), Sciacca (Agrigento), Squillace (Catanzaro), Vietri sul Mare, (Salerno) e Urbania, l’antica Casteldurante (Pesaro).

Sul sito dell’Associazione italiana città della ceramica è possibile visionare le città dedicate all’arte della ceramica. 

Come è nata la manifattura vietrese?

La manifattura vietrese per la produzione di ceramiche artistiche I.C.S. (Industria Ceramica Salernitana) è stata fondata nel 1927, nei laboratori ceramici della ex ditta “Della Monica” a Marina di Vietri ad opera dell’imprenditore lituano Max Melamerson insieme alla moglie Flora Haag. Si crea così un centro di produzione di ceramiche artistiche frequentato da diversi talenti tedeschi e non soltanto, tra le personalità di spicco abbiamo: Gunter Studermann, Barbara Margherete Thewalt, la pittrice Liesel Oppel, il torniante Irina Kowaliska, il ceramista Richard Dolker come Direttore artistico, Olga Daiber, Amos Marianne. Tra gli italiani ricordiamo Guido Gambone, Vincenzo Procida e Giovannino Carrano, Francesco Solimene, Giovannino Falcone, Domenico Palumbo

Quali sono state le prime manifatture artigianali?

Alla fine degli anni ’30 Max Melamerson fonda, sempre a Fontana Limite, presso Vietri, anche la manifattura M.A.C.S.” . Tra gli apprendisti che lavorano per la manifattura c’è, appena adolescente, Guido Infante. Negli anni successivi Max Melarmerson, in quanto ebreo, viene rinchiuso, a causa delle leggi razziali, nel campo di raccolta di Ferramonte di Tarsia, in provincia di Cosenza. Alla fine della guerra la gente di Vietri lo ricorda girare per le strade della cittadina nella disperata ricerca della sua collezione di ceramiche. Il marchio della manifattura è costituito da un pesce stilizzato e la scritta I.C.S. Vietri. Recentemente è stato individuato un nuovo marchio raffigurante due scogli “gemelli” affioranti dal mare e l’acronimo “ICS”. Entrambi i marchi traggono ispirazione da quelli usati precedentemente da Gunther Studemann per firmare i lavori della sua “Fontana Limite”.