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“Cerco talenti
che cadono dal cielo”
ed ho trovato...

CAVA DE’ TIRRENI-VIETRI SUL MARE

“LA BOTTEGA DEGLI ORRORI”

di Katya Pannullo e Marcello Vitale

Io sono nato a Cava de’ Tirreni e sono fiero della sua storia ceramica che in parte è legata anche a quella di Vietri sul Mare, l’antica “Marcina”, il suo litorale. Alcuni studiosi configurano la fondazione di Cava, e quindi anche la sua possibile produzione e cultura ceramica, intorno al IV° sec. a.C., ma il suo toponimo “de’ Tirreni” dovuto ai Pelasgi-Tirreni-Etruschi (che è sempre lo stesso popolo con nomi diversi) con le loro antiche tecniche di lavorazioni, ne anticipa la data di circa un millennio. Senza interromperne il filo della Storia, una ceramica più “colta” si è prodotta a Cava intorno all’anno 1000 con la costruzione della Badia della “Santissima Trinità”, che divenne velocemente un fulcro di conoscenze e di potere e i suoi possedimenti, come le sue relazioni, si estero sino in Sicilia; la Badia, creò un vero e proprio centro ceramico che seguì ininterrottamente sino al 1806 quando esplose, poi, la fabbricazione delle pregiate “riggiole” acquistate per lo più dalle case nobiliari napoletane, amalfitane e salernitane. Intanto, già nel ‘400 e sino al 1500, Cava si era distinta per la produzione di vasi e nel ‘700, anche per le “faenzine”, nate dagli scambi di tecniche e decori con importanti centri ceramici, tra cui quello di Ariano Irpino.


I colori tradizionali degli smalti che caratterizzano la ceramica cavese, sono il bianco in via preponderante, poi il giallo brillante, il verde ramino, il rosa, il blu e il manganese (che è un grigio meno splendente dell’argento).

Katya e Marcello, continuano questa tradizione cavese che è cominciata con i Tirreni passando dai dettagli istoriati dei Benedettini a quelli rinascimentali, e dagli smalti brillanti vietresi alle cromie vulcaniche siciliane, arricchendola con il loro riconosciuto talento di artisti e ceramisti, con elementi umbri, barocchi, liberty-floreali, orientali, country e pop, ben armonizzati con la tradizione e la loro sensibilità.  

 

La loro “Bottega degli orrori”, che a me sembra più una “bottega delle meraviglie”, emana energia e splendore. Marcello e Katya, sono due talenti “naturali” e prima che avessero deciso di costruire una famiglia tutta loro, erano già “compagni d’arte”, cioè condividevano lo stesso amore. Marcello, da autentico figlio della terra per origine, riporta le superfici rugose degli alberi sui vasi e il movimento dei fili d’erba e delle luci del cielo, sui suoi pregiati pannelli ceramici, che ripropongono opere di Van Gogh, De Chirico, Picasso, Munch … 

In effetti, cosa alquanto difficoltosa, ciò che fa è eseguire le tecniche utilizzate dalla Pittura, sulla Ceramica. In verità, io invece lo ritengo uno scultore in pectore, per il fatto evidente che tutte le sue opere sono sempre “materiche”, ricche di smalti spessi, di solchi, di venature e colature, che fa vibrare e lumeggiare con il suo ingegno e la sua creatività. Inoltre, per completare un suo vaso, ad esempio, impiega circa una settimana. Perché? Perché finito è una vera scultura iridescente e la sua particolare bellezza, non appaga solo la vista, ma anche il tatto.

Katya, è raffinata nell’animo e nel gusto e la sua caratteristica è nel sapere individuare la “veracità” in ogni cosa che sia essa una cosa tangibile o intangibile; ogni cosa che fa, ha sempre una radice oltre alla rappresentazione perché per lei, ogni cosa ha un senso. I suoi piatti, di ogni dimensione e forma, così come altre sue opere, sono una gioia per la casa e per gli occhi di chi la frequenta e le guarda.

Alla fine della mia missione di talent-scout, prima di congedarmi, ho notato una decoratrice tutta silenziosa e assorta nel suo lavoro. Mi sono avvicinato per vedere cosa stesse facendo, il suo segno sul “biscotto” era sottile e preciso. Ho scambiato con lei qualche parola ed ho scoperto che anche lei, più che un’artigiana, era un’artista e anche con un insolito background culturale, maturato all’Istituto Orientale di Napoli dove ha conseguito il diploma di laurea …

 

Allora ho subito pensato che non è lontano il tempo di vedere scintillare all’Estero, le belle cose della “Bottega degli orrori”. Cercavo l’Arte Ceramica Cavese e l’ho trovata a pochi passi da casa mia, sulle nostre colline che guardano il mare di Marcina. Che bellezza!
Matteo Autunno